I Nove fratelli Martiri di Kola:
Guram, Adarnase, Baqar, Vache, Bardzim, Dachi, Juansher, Ramaz, Pharsman
Commemorati il 22 febbraio
Molti secoli fa, il villaggio di Kola era situato alla sorgente del fiume Mtkvari. Cristiani e pagani ci abitavano insieme come vicini. Un giorno i bambini, cristiani e pagani, stavano giocando insieme, ma quando i bambini cristiani sentirono suonare le campane della chiesa, avendo riconosciuto la chiamata alla preghiera lasciarono cadere i loro giochi. Nove bambini pagani – Guram, Adarnerse, Baqar, Vache, Bardzim, Dachi, Juansher, Ramaz e Parsman – seguirono i bambini cristiani in chiesa.
Ma i cristiani regolarmente li fermarono alle porte della chiesa e li rimproverarono dicendo: “Voi siete figli di pagani. Non potete entrare nella santa casa di Dio”, e se ne andarono via dispiaciuti e tristi.
Un giorno i nove bambini pagani cercarono di entrare in chiesa con la forza, ma furono scacciati e sgridati. “Se desiderate entrare in chiesa, dovete credere nel Signore nostro Gesù Cristo ed essere battezzati nel nome del Padre e del Figlio e del Santo Spirito”, gli venne detto, “è necessario ricevere la Santa Comunione e unirsi alla comunità dei credenti cristiani”.
Con grande gioia i giovani promisero ai cristiani che avrebbero ricevuto il santo battesimo. Quando i cristiani di Kola riferirono al loro sacerdote la buona notizia del desiderio dei ragazzi pagani, egli ricordò le parole dell’Evangelo: «Colui che ama il padre o la madre più di me non è degno di me: e colui che ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me. E colui che non prende la sua croce, e non mi segue, non è degno di me (Matteo 10: 37-38).
Egli non aveva paura della rabbia che sarebbe seguita da parte della comunità pagana, ma prese i ragazzi in una notte fredda d’inverno e li battezzò nel fiume gelato. Mentre il Santo Sacramento veniva celebrato accadde un miracolo: l’acqua divenne calda e una moltitudine di angeli apparve ai giovani. Grandemente incoraggiati nella loro fede, i bambini decisero di rimanere nella comunità cristiana, piuttosto che ritornare dai loro genitori.
Quando i loro genitori vennero a sapere che erano stati battezzati nella fede cristiana, trascinarono i loro bambini lontano dalla chiesa, picchiandoli e battendoli per costringerli tutti sulla strada di casa. Lì i bambini eroicamente subirono oltraggi e, sebbene fossero affamati e assetati da sette giorni, ripeterono ancora e più volte: “Noi siamo cristiani e non mangeremo o berremo qualcosa che è stato preparato per gli idoli!”.
Né lusinghe gentili, né abiti ricchi, né promesse di buone cose a venire poterono tentare i giovani timorati di Dio. Piuttosto, dissero: “Siamo cristiani e non vogliamo avere nulla da voi, solo che ci lasciate e ci permettiate di unirci alla comunità cristiana!”.
I genitori infuriati andarono dal principe e gli riferirono tutto ciò che era accaduto. Ma il principe non fu loro di alcun aiuto, ma semplicemente disse loro: “Sono i vostri figli, fate con loro come volete”. I pagani ostinati gli chiesero l’autorizzazione a lapidare i bambini. Così scavarono una grande fossa nei pressi del luogo in cui i giovani erano stati battezzati, ed i bambini vi furono gettati dentro.
“Siamo cristiani, e moriremo per Colui nel quale siamo stati battezzati!”, proclamarono i santi martiri, i nove bambini di Kola, prima di offrire le loro anime a Dio.
I loro atei genitori presero le pietre, e gliele scagliarono, finché la buca fu interamente riempita. Poi andarono e picchiarono a morte il sacerdote, derubandolo, e dividendo il bottino tra loro.
La lotta dei Nove martiri bambini Giusti di Kola avvenne nel VI secolo, nella regione storica di Tao nel sud della Georgia.
da: http://www.oca.org/FSlives.asp
Traduzione di D. N. © Tradizione Cristiana
Tropario. Tono 4
I tuoi martiri, o Signore, con la loro lotta hanno ricevuto da te, nostro Dio, le corone dell’incorruttibilità: con la tua forza, infatti, hanno abbattuto i tiranni ed hanno anche spezzato le impotenti audacie dei demoni. Per le loro preghiere, o Cristo Dio, salva le anime nostre.