L’INIZIO DELL’ANNO SCOLASTICO:
ALCUNE DOMANDE PER LA RIFLESSIONE DEI GENITORI
L’estate è finita, le vacanze di famiglia terminate, i nuovi vestiti e il materiale scolastico acquistato, i bambini sono pronti a tornare a scuola; e i genitori sono pronti ad accompagnarli! Si tratta di tradizioni d’agosto ed è parte del nostro tornare nella routine.
Accompagnando l’educazione dei nostri figli, ci sono alcune altre aree di cui i genitori devono preoccuparsi relativamente alla vita spirituale e morale degli studenti. Qui di seguito vi sono alcune domande per la riflessione personale. Dal momento che ci stiamo avvicinando al Nuovo Anno Ecclesiastico, forse alcune di queste domande potranno essere “risolutive” per le nostre famiglie.
• Sono più coscienzioso nel mandare il mio bambino ad attività extrascolastiche che nel mandarlo in Chiesa e al catechismo?
• Mi preoccupo del nutrimento spirituale di mio figlio tanto quanto del suo nutrimento fisico?
• Quando porto il mio bambino alla santa Comunione, do io stesso l’esempio preparandomi e comunicandomi ai Divini Misteri?
• Ho lasciato che mio figlio se la cavasse escogitando scuse per non frequentare le funzioni liturgiche o il gruppo Giovani della Chiesa? Cerco scuse per me stesso?
• Dimostro con il mio esempio che le altre attività, come lo sport e i passatempi, sono più importanti del culto e delle opere buone?
• Ho incoraggiato la generosità di mio figlio con il mio essere generoso? La mia decima e la mia carità riflettono la generosità o l’egoismo?
• Sfido i miei adolescenti a mantenere la loro purezza, perché è comando di Dio il farlo? Quando parlo con i miei ragazzi di problematiche sessuali insegno ciò che dice l’Evangelo sulla fornicazione? Ho paura di chiamare peccaminosa la promiscuità sessuale?
• Mi aspetto veramente che i miei figli siano educati e rispettosi verso gli anziani? Il mio bambino rifiuta di parlare con gli adulti o risponde con maleducazione?
• Difendo il mio bambino anche quando lui/lei ha sbagliato? Evito di correggere il mio ragazzo, per paura che lui/lei possa lasciare casa?
• Ho pettegolato sul mio vicino in presenza di mio figlio?
• Penso che sia normale che mio figlio usi un linguaggio volgare? Lui/lei ha sentito le stesse parole a casa?
Molti genitori oggi non credono che essere cristiani obblighi loro e i propri figli ad essere diversi dal mondo. Se vogliamo portare i nostri figli nella fede ortodossa, ad essere “nel mondo ma non del mondo”, dobbiamo accettare che questo significa essere diversi, ed è una buona differenza! È una bella differenza! Non dobbiamo temere che il rispetto delle norme cristiane ci metta in risalto. Se avremo paura di questa peculiarità, noi e i nostri figli, finiremo estraniati dal Corpo di Cristo.
Tradotto per © Tradizione Cristiana da E. M. settembre 2011
Testo originale in: St. Lawrence Orthodox Church