NON ESISTE IL DESTINO

di san Metodio di Olimpo

 

Giobbe e i suoi amici, incisione di Gustav Doré

 

Chi sentenzia che l’uomo non sia arbitro di se stesso ma sia mosso dalle ineluttabili leggi non scritte del destino, oltraggia lo stesso Iddio, presentandolo come causa e produttore del male umano. Se lui infatti, reggendo il timone dell’universo, dirige armoniosamente, con sapienza ineffabile e incomprensibile, tutti i movimenti degli astri, e se gli astri a loro volta conferiscono alla vita le qualità del bene e del male, traendo a esse gli uomini con i vincoli della necessità, Dio appare, secondo loro, fonte e distributore dei mali; ma tutti son ben convinti che Dio non è affatto l’origine d’ogni strage e rovina. Dunque non esiste il destino. Chiunque abbia anche solo un po’ di buon senso ammette che Dio è buono, giusto, sapiente,verace, benefico, e che non è causa del male, che non è ravvolto tra le passioni e tutto ciò che è simile. E se i giusti sono migliori degli ingiusti, se l’ingiustizia fa loro nausea, anche Dio, che è giusto, gode della giustizia e abomina l’ingiustizia, che è contraria e nemica alla giustizia. Dio dunque non è causa dell’ingiustizia... Anche la legge esclude il destino prefissato dalla nascita, insegnandoci che la virtù deve essere appresa, che la si raggiunge con l’applicazione e che rispettivamente il vizio deve essere fuggito, e che si genera per mancanza di educazione. Dunque non esiste il destino. Se proprio dal destino dipendesse se noi facciamo male agli altri o gli altri lo fanno a noi, a che servirebbero le leggi? Se poi servissero per difenderci dai malvagi, prendendosi cura Iddio di quelli che soffrono ingiustizia, sarebbe però meglio che i malvagi neppur venissero, per fatalità, all’esistenza, piuttosto che, venuti all’esistenza, sian poi corretti dalle leggi. Ma Dio è buono e sapiente, e opera il meglio. Dunque non esiste il destino. Veramente l’educazione e le abitudini sono causa dei peccati, o le passioni dell’anima e le brame del corpo. Qualsiasi di queste sia la causa, chiunque sia in causa, Dio non è causa del male. Se è meglio essere giusto che ingiusto, perché l’uomo non diventa tale, subito, fin dalla nascita? Se in seguito lo si indirizza con lo studio e le leggi a divenir via via migliore, ciò avviene perché è libero e padrone di sé, e non è cattivo per natura.

Da: Metodio di Olimpo, Dialogo sulla verginità, 8, 16, in La teologia dei Padri, vol. I, a cura di G. Mura, Roma 1975, 111-112.

 

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