DISCORSO DI SAN GIOVANNI IL TEOLOGO
SUL RIPOSO DELLA SANTA THEOTOKOS
Maestro Oleksa, Dormizione della Madre di Dio (1547)
[1] Al sepolcro di Gesù.
La santissima e gloriosa Theotokos e sempre vergine Maria, era solita recarsi alla sacra tomba del Signore nostro per bruciarvi incenso e piegare le sue sante ginocchia supplicando Cristo nostro Dio, da lei generato, affinché tornasse da lui. [2] Vedendo questa assiduità al sepolcro divino, gli Ebrei andarono dai prìncipi dei sacerdoti, dicendo: “Maria si reca ogni giorno alla tomba!”. I prìncipi dei sacerdoti chiamarono le guardie, che avevano posto lì affinché non permettessero ad alcuno di pregare sulla sacra tomba, e domandarono se, a suo riguardo, era proprio così. Le guardie, però, risposero che non avevano mai osservato nulla di simile; Dio, infatti, impediva loro di vedere la sua presenza.
[3] Annunzio della morte.
Un venerdì la santa Maria andò, come d’abitudine, alla tomba e, mentre pregava, si aprirono i cieli, discese presso di lei l’arcangelo Gabriele e le disse: “Salute a te che hai generato Cristo, nostro Dio! La tua preghiera giunse nei cieli da colui che hai generato, ed è stata ascoltata. Da ora, dunque, lasciato il mondo, te n’andrai da tuo figlio nella vita vera e duratura, secondo la tua domanda”. [4] Dopo aver udito questo dal santo arcangelo, Maria ritornò nella santa Betlemme, avendo con sé tre fanciulle che la servivano. Dopo un breve riposo, si sedette e disse alle fanciulle: “Portatemi un incensiere affinché io faccia la preghiera”. Ed esse portarono ciò che era stato loro ordinato. [5] Maria pregò, dicendo: “Signor mio Gesù Cristo, che con eccelsa bontà ti degnasti nascere da me, ascolta la mia voce e mandami il tuo apostolo Giovanni affinché la sua vista sia per me l’inizio della gioia. Con un tuo sacro ordine, mandami anche gli altri apostoli sia quelli che già sono giunti da te sia quelli che sono ancora in questo mondo, in qualsiasi regione si trovino, affinché, rivedendoli, io benedica il tuo celebrato nome. Confido che tu esaudirai la tua ancella in ogni cosa”.
[6] Arrivo di Giovanni a Betlemme.
Mentre così pregava, apparvi io Giovanni: ero stato rapito da Efeso dallo Spirito santo con una nube e deposto là ove si trovava la madre del mio Signore. Entrato da lei glorificai colui che da lei è nato, dicendo: “Salute a te, madre del mio Signore, che hai generato Cristo nostro Dio! Gioisci poiché è con grande gloria che tu esci da questa vita”. [7] La Theotokos glorificò Dio per il fatto che Giovanni era venuto da lei, memore della voce del Signore: “Ecco tua madre” ed “Ecco tuo figlio”. Vennero le tre fanciulle e la riverirono.
[8] La santa madre di Dio mi disse: “Prega e metti incenso”. Ed io pregai: “Signore Gesù Cristo che hai operato meraviglie, anche ora davanti a colei che ti ha generato compi meraviglie! Tua madre esca da questa vita: stupiscano coloro che ti hanno crocifisso e non hanno creduto in te”.
[9] Quand’io terminai la preghiera, la santa Maria mi disse: “Portami l’incensiere”. E versandovi l’incenso disse: “Gloria a te, mio Dio e mio Signore, poiché si è adempiuto a mio riguardo quanto mi avevi promesso prima di salire nei cieli, cioè che alla mia partenza da questo mondo saresti venuto da me con gloria, insieme alla moltitudine dei tuoi angeli”.
[10] Io, Giovanni, le dico: “Il Signore nostro Gesù Cristo, nostro Dio, viene e lo vedrai come ti ha promesso”. La santa Theotokos mi rispose: “Gli Ebrei hanno giurato che quando giungerà la mia fine bruceranno il mio corpo”. Le risposi: “Il tuo corpo santo e prezioso non vedrà la corruzione”. Lei mi disse: “Porta l’incensiere, versa l’incenso e prega”. Nel mentre dal cielo una voce diceva: “Amen”.
[11] Arrivo di tutti gli apostoli a Betlemme.
Io Giovanni udii quella voce, e lo Spirito santo mi domandò: “Hai udito, Giovanni, la voce risuonata in cielo al termine della preghiera?”.
Risposi: “Sì, l’ho udita”. Lo Spirito santo proseguì: “Questa voce che hai udito, indica l’arrivo imminente degli apostoli tuoi fratelli, e delle potenze sante. Oggi, infatti, vengono qui”.
[12] Allora io, Giovanni, pregai per questi. E lo Spirito santo disse agli apostoli: “Salite tutti sulle nubi e dalle estremità dell’ecumene, radunatevi tutti insieme, in un baleno, nella santa Betlemme per la madre del Signore nostro Gesù Cristo: Pietro da Roma, Paolo da Tiberia, Tomaso dalle Indie centrali, Giacomo da Gerusalemme”.
[13] Andrea, fratello di Pietro, e Filippo, Luca, Simone il Cananeo e Taddeo, che erano morti, furono risuscitati dalle loro tombe per opera dello Spirito santo. Lo Spirito santo disse loro: “Non crediate che ora vi sia la risurrezione! Risorgete dalle vostre tombe per andare a salutare con onore e prodigio la madre del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo, essendo vicino il giorno della sua partenza, della sua ascesa verso i cieli”.
[14] Anche Marco, che era ancora vivo, giunse da Alessandria assieme agli altri giunti da ogni regione, come fu detto.
Sollevato da una nube e sostenuto dallo Spirito santo, Pietro rimase tra cielo e terra, contemporaneamente anche gli altri apostoli erano rapiti su nubi per ritrovarsi con Pietro. Così, come s’è detto, giunsero tutti insieme per opera dello Spirito santo.
[15] Entrati dalla madre del Signore e Dio nostro l’abbiamo riverita e poi abbiamo detto: “Non temere né affliggerti! Il Dio Signore che è stato da te generato ti trarrà da questo mondo con gloria”. Lei esultò in Dio suo salvatore. Si pose poi a sedere sul letto e disse agli apostoli: “Credo che ora verrà dal cielo il Maestro e Dio nostro. Io lo contemplerò, come ho contemplato voi qui presenti, e ascenderò così da questa vita. Voglio che mi diciate donde avete saputo ch’io ascendo, che vi siete così affrettati a venire a visitarmi, e da quali regioni e lontananze siete giunti. Il Signore nostro Gesù Cristo, Dio di tutti, che da me è stato generato, non mi ha, infatti, nascosto questo fatto, poiché ho creduto e tuttora credo che egli è il Figlio dell’Altissimo”.
[16] Rispose Pietro dicendo agli apostoli: “Secondo quanto ci ha annunziato e ordinato lo Spirito santo, ognuno di noi informi esattamente la madre del Signore nostro”.
[17] Giovanni rispose: “Mentre, in Efeso, mi avvicinavo al sacro altare per il servizio liturgico, lo Spirito santo mi disse: “Si è ormai avvicinato il tempo dell’ascesa della madre del tuo Signore. Va’ a Betlemme a salutarla”. Una nube luminosa mi rapì e pose davanti alla porta (della camera) ove tu giaci”.
[18] Pietro rispose: “Ero a Roma, quando allo spuntare del giorno udii la voce dello Spirito santo che mi diceva: “Si è avvicinato il tempo dell’ascesa della madre del tuo Signore. Va’ a Betlemme a salutarla”. Una nube luminosa mi rapì e contemplai anche gli altri apostoli che, per mezzo di nubi, venivano da me mentre una voce mi diceva: “Andate tutti a Betlemme”.
[19] Paolo rispose: “Mi trovavo in una città poco lontana da Roma, nella regione detta Tiberia, quando udii lo Spirito santo che mi diceva: “La madre del tuo Signore sta per lasciare questo mondo prendendo, con l’ascesa, la strada per le regioni celesti. Va’ anche tu a Betlemme a salutarla”. Una nube luminosa mi rapì e mi pose qui come voi”.
[20] Tomaso disse: “Percorrevo la regione degli Indiani e, per grazia di Cristo, l’annunzio del kèrigma prendeva consistenza tanto che il figlio della sorella del re, di nome Labdano, stava per essere segnato da me nel palazzo, quando, improvvisamente, lo Spirito santo mi disse: “Tomaso, recati anche tu a Betlemme a salutare la madre del tuo Signore. Compie, infatti, il transito verso i cieli”. Una nube luminosa mi rapì e mi pose qui con voi”.
[21] Marco rispose: “Stavo compiendo il rito del terzo giorno nella città di Alessandria e, durante la preghiera, lo Spirito santo mi rapì e mi condusse qui da voi”.
[22] Giacomo rispose: “Ero a Gerusalemme quando lo Spirito santo mi ordinò: “Recati a Betlemme perché la madre del tuo Signore compie la (sua) ascesa”. Una nube luminosa mi rapì e mi pose qui con voi”.
[23] Matteo rispose: “Ho glorificato e glorifico Dio perché mentre me ne stavo su di una nave in balìa delle onde furiose del mare in tempesta, improvvisamente una nube luminosa ricoprì con la sua ombra le onde della tempesta, portò la bonaccia e, rapitomi, mi pose qui con voi”.
[24] Poi risposero quelli che erano morti e spiegarono come erano venuti.
Bartolomeo disse: “Predicavo la parola nella Tebaide allorché lo Spirito santo mi disse: “La madre del tuo Signore compie la sua ascesa. Va’ dunque a salutarla a Betlemme”. Una nube luminosa mi rapì e mi condusse qui da voi”.
[25] Così dicendo gli apostoli rispondevano alla santa Theotokos sul come e in che modo erano giunti. Stese le mani al cielo, lei pregava: “Venero, celebro e glorifico il tuo celeberrimo nome, Signore, perché tu, che sei potente, hai considerato la pochezza della tua ancella e hai compiuto per me cose grandi. Ed ecco che tutte le generazioni mi diranno beata”.
[26] Folla e miracoli a Betlemme. Dopo la preghiera, disse agli apostoli: “Versate incenso e pregate!”. Dopo la preghiera, dal cielo venne un tuono, risuonò un grande fragore come di carri, apparve un numeroso esercito di angeli e di potenze, s’udì una voce come (quella) del Figlio dell’uomo e i serafini circondarono la casa dove giaceva la santa e pura madre di Dio e vergine.
Tutti coloro che erano in Betlemme videro così tutte queste meraviglie e andarono a Gerusalemme ad annunziare tutte le meraviglie avvenute.
[27] Quando s’udì quella voce, apparvero attorno alla casa il sole e la luna e - a onore e gloria di lei - un’assemblea di primogeniti santi si presentò alla casa ove giaceva la madre del Signore.
Constatai anche il compimento di molti segni: ciechi che riacquistavano la vista, sordi che udivano, zoppi che camminavano, lebbrosi che erano mondati, agitati da spiriti immondi che guarivano.
Ogni infermo che toccava il muro esterno del luogo ove lei giaceva e gridava: “Santa Maria, che hai generato Cristo nostro Dio, abbi pietà di noi”, subito era guarito.
[28] A Gerusalemme c’era una grande moltitudine convenuta là da ogni paese per la preghiera, e alla notizia dei segni che si compivano a Betlemme per mezzo della madre del Signore, si recarono in quel luogo ad implorare la guarigione da varie infermità, e l’ottennero. In quel giorno, ineffabile fu la gioia della moltitudine dei guariti e degli spettatori che glorificavano Cristo nostro Dio e la madre sua.
Al ritorno da Betlemme, tutta Gerusalemme era in festa con salmi ed inni spirituali.
[29] Ma i sacerdoti degli Ebrei, con il loro popolo, andarono fuori di sé per quanto era accaduto. Presi da intima passione, con un nuovo e pazzo divisamento, deliberarono di inviare (gente) contro la santa Theotokos e i santi apostoli che si trovavano a Betlemme.
Una moltitudine di Ebrei si pose in cammino per Betlemme; ma a circa un miglio apparve loro una terribile visione e i loro piedi rimasero legati. Risalirono allora verso i loro connazionali e narrarono tutta la paurosa visione ai principi dei sacerdoti.
[30] Ancora più accesi d’ira, essi andarono dal governatore gridando: !Il popolo degli Ebrei è stato rovinato da questa donna, cacciala dunque via da Betlemme e dalla provincia di Gerusalemme!. Ma il governatore, colpito dalle meraviglie, disse loro: !Io non la caccio via né da Betlemme né da alcun altro posto”. Ma gli Ebrei insistettero gridando e scongiurando, per la salute di Tiberio Cesare, affinché da Betlemme mandasse via anche gli apostoli. “Se non farai questo, ci rivolgeremo all’imperatore”. Ed egli, costretto, manda a Betlemme un chiliarca contro gli apostoli.
[31] Apostoli e Maria a Gerusalemme.
Ma lo Spirito santo disse agli apostoli e alla madre del Signore: “Il governatore ha mandato un chiliarca contro di voi, perché gli Ebrei sono insorti. Non abbiate paura, uscite da Betlemme! Con una nube vi trasferisco a Gerusalemme: è, infatti, con voi la potenza del Padre, del Figlio e dello Spirito santo”.
[32] Gli apostoli s’alzarono subito dalla casa portando il letto della padrona Theotokos e si misero in viaggio verso Gerusalemme. E, come aveva detto lo Spirito santo, furono rapiti da una nube e si trovarono a Gerusalemme nella casa della padrona. Alzatici, per cinque giorni cantammo inni senza smettere mai.
[33] Quando il chiliarca giunse a Betlemme, non trovando né la madre del Signore né gli apostoli, fece arrestare i betlemiti dicendo loro: “Non siete voi venuti a narrare al governatore e ai sacerdoti tutti i segni avvenuti e a dire che gli apostoli erano qui convenuti da ogni regione? Dove sono dunque? Su, venite dal governatore a Gerusalemme”.
Il chiliarca ignorava la partenza degli apostoli e della madre del Signore per Gerusalemme. Presi i betlemiti, il chiliarca si presentò al governatore, dicendo di non aver trovato nessuno.
[34] Ma dai segni e dalle meraviglie che ivi avvenivano, dopo cinque giorni il governatore, i sacerdoti e tutta la città vennero a sapere che la madre del Signore era, con gli apostoli, a casa sua, a Gerusalemme.
Era convenuta una moltitudine di uomini, donne e fanciulli, e gridava: “Vergine santa che hai generato Cristo, nostro Dio, non dimenticarti del genere umano”.
[35] Dopo questi avvenimenti, il popolo degli Ebrei e i sacerdoti, trascinati sempre più dalla passione, presero legna e fuoco, e andarono ad incendiare la casa dove si trovava la madre del Signore con gli apostoli. Da lontano, il governatore guardava lo spettacolo.
Quando la folla degli Ebrei fu sotto la porta di casa, dall’interno, per opera di un angelo, divampò improvvisa una vampata di fuoco e bruciò una grande moltitudine di Ebrei. Ci fu allora un grande timore in tutta la città e glorificavano il Dio nato da lei.
[36] Alla vista dell’accaduto, il governatore gridò ad alta voce e davanti a tutto il popolo: “Colui che è nato dalla vergine, che voi pensavate di cacciare, è veramente figlio di Dio. Questi, infatti, sono i segni del vero Dio”.
Tra gli Ebrei nacque una divisione giacché molti credettero nel nome del Signore nostro Gesù Cristo a causa dei segni avvenuti.
[37] Veglia e morte di Maria.
Dopo che a motivo della Theotokos e sempre vergine Maria, madre del Signore, avevano avuto luogo tutte queste meraviglie, noi apostoli eravamo con lei in Gerusalemme allorché lo Spirito santo ci disse: “Sapete che di domenica la vergine Maria ebbe l’annunzio dell’arcangelo Gabriele; di domenica nacque a Betlemme il Salvatore; di domenica i figli di Gerusalemme uscirono incontro a lui con rami di palma, dicendo: “Osanna nel più alto dei cieli, benedetto colui che viene nel nome del Signore”; di domenica egli risuscitò dai morti; di domenica verrà a giudicare i vivi e i morti; di domenica verrà dai cieli per la gloria e l’onore dell’ascesa della santa e gloriosa vergine che l’ha generato”.
[38] In quella stessa domenica, la madre del Signore disse agli apostoli: “Versate incenso, giacché viene Cristo con una schiera di angeli”. E Cristo giunse seduto su di un cherubino: mentre noi tutti stavamo pregando apparvero innumerevoli moltitudini di angeli e il Signore, con grande potenza, sostenuto dai cherubini. Un bagliore di luce irradiò la santa vergine, per la venuta del suo figlio unigenito, e tutte le potenze dei cieli, prostrandosi, l’adorarono.
[39] Il Signore rivolse la parola a sua madre, dicendo: “Maria”. Lei rispose: “Eccomi, Signore!”. Il Signore proseguì: “Non rattristarti! Si rallegri anzi il tuo cuore ed esulti poiché hai avuto la grazia di contemplare la gloria datami dal Padre mio”.
Sollevati gli occhi, la santa madre di Dio vide in lui una gloria che bocca d’uomo è incapace di esprimere e di intendere
Il Signore restò presso di lei, dicendo: “Da questo momento il tuo prezioso corpo sarà trasportato in paradiso, e l’anima tua santa in cielo tra i tesori del Padre mio, in uno splendore straordinario, dove è pace e gioia di angeli santi ed altro ancora”.
[40] La madre del Signore gli rispose: “Poni su di me la tua destra, Signore, e benedicimi!”. Il Signore stese la sua destra immacolata e la benedisse, e lei afferrò la sua immacolata destra e la baciava dicendo: “Adoro questa destra che ha creato il cielo e la terra, invoco il tuo celebrato nome. Cristo Dio, re dei secoli, unigenito del Padre, accogli la tua ancella, tu che ti sei degnato di nascere dalla mia pochezza per salvare il genere umano secondo la tua ineffabile disposizione. Concedi il tuo aiuto a ogni uomo che invoca, che prega o proferisce il nome della tua ancella”.
[41] Mentre lei così parlava, gli apostoli si accostarono ai suoi piedi, si prostrarono e dissero: “Madre del Signore, lascia al mondo una benedizione! Tu, infatti, ti allontani da esso. Tu l’hai benedetto e l’hai rialzato dalla sua rovina, partorendo la luce del mondo”.
La madre del Signore supplicò e così disse nella sua preghiera: “Dio che per la tua grande bontà hai mandato dai cieli il tuo unigenito ad abitare nel mio povero corpo, tu che ti sei degnato di essere partorito dalla mia pochezza, abbi pietà del mondo e di ogni anima che invoca il tuo nome”. [42] E proseguì ancora a pregare: “Signore, re dei cieli, Figlio del Dio vivo, accogli ogni uomo che invoca il tuo nome affinché la tua nascita sia glorificata”. Ed ancora: “Signore, Gesù Cristo, che tutto puoi in cielo e in terra, con questa preghiera io supplico il tuo santo nome affinché in ogni tempo e luogo in cui si fa memoria del mio nome tu santifichi quel luogo e glorifichi coloro che ti glorificano mediante il mio nome, accettando ogni loro offerta, ogni supplica, ogni preghiera”.
[43] Dopo che ella ebbe pregato così, il Signore disse a sua madre: “Gioisca ed esulti il tuo cuore. Dal Padre mio che è nei cieli, da me e dallo Spirito santo, ti fu concessa ogni grazia e ogni dono. Ogni anima che invoca il tuo nome non sarà confusa, ma troverà misericordia, consolazione, aiuto e fiducia in questo secolo e nel futuro, davanti al Padre mio che è nei cieli”.
[44] Rivolto poi a Pietro, il Signore disse: “È giunto il momento di intonare l’inno”. Quando Pietro intonò l’inno, tutte le potenze del cielo risposero l’alleluia. Allora il volto della madre del Signore divenne più splendente della luce e, alzatasi in piedi, con la sua mano benedisse ogni apostolo. Tutti ringraziarono Dio. Stese le sue mani immacolate, il Signore accolse la santa e pura anima di lei. [45] All’uscita della sua anima pura, il luogo si riempì di profumo e di luce ineffabile, e s’udì dal cielo una voce che diceva: “Te beata tra le donne!”.
Pietro, io Giovanni, Paolo e Tomaso corremmo ad abbracciare i suoi preziosi piedi per essere santificati. Poi i dodici apostoli deposero il suo prezioso e santo corpo sulla lettiga e lo portarono via.
[46] Mentre la portavano via, un Ebreo dal corpo robusto di nome Iefonia, si lanciò per assalire la lettiga portata dagli apostoli; ma con forza invisibile un angelo del Signore che era dietro di lui con una spada di fuoco, gli troncò le due mani e le lasciò appese per aria attorno alla lettiga.
[47] Dopo questo prodigio, tutto il popolo degli Ebrei, che ne era stato spettatore, gridò: “Colui che è nato da te, Theotokos sempre vergine Maria, è proprio il vero Dio!”. Avendo Pietro comandato a Iefonia di fare conoscere i prodigi di Dio, questi s’alzò di dietro la lettiga e prese a gridare: “Santa Maria, che hai generato Cristo Dio, abbi pietà di me!”.
Pietro rivolto verso di lui, gli disse: “Nel nome di colui che è nato da lei, si riattaccheranno le mani che ti sono state strappate”. Alla parola di Pietro, le mani pendenti dalla lettiga della signora subito si ritrassero e si riattaccarono a Iefonia. Egli credette e glorificò Cristo Dio, nato da lei.
[48] La sepoltura.
Dopo questo prodigio, gli apostoli trasportarono la lettiga e deposero il suo corpo santo e prezioso in una tomba nuova del Getsemani; e un profumo squisito si diffuse dalla sacra tomba della nostra signora Theotokos.
Per tre giorni si udirono voci di angeli invisibili che glorificavano Cristo, Dio nostro, nato da lei. Dopo il terzo giorno le voci non si udirono più: tutti allora compresero che il puro e prezioso corpo di lei era stato trasportato in paradiso.
[49] Dopo che fu trasportato, vedemmo Elisabetta, madre di san Giovanni Battista, Anna, madre della signora, Abramo, Isacco, Giacobbe e David, che cantavano l’alleluia, e tutti i cori dei santi che veneravano i preziosi resti della madre del Signore: il paradiso, il luogo ove fu trasportato il prezioso e santo corpo di lei, era tutto raggiante di luce incomparabile e tutto pervaso di profumo, v’era pure la melodia di quanti inneggiavano a colui che da lei è nato, una melodia così dolce che solo ai vergini è dato di ascoltare e della quale non si è mai sazi.
[50] Alla vista dell’improvvisa e meravigliosa traslazione del santo suo corpo, noi apostoli glorificammo Dio che ci aveva mostrato i suoi prodigi nell’ascesa della madre del Signore nostro Gesù Cristo.
Per le sue preghiere e la sua intercessione, ci sia concesso di restare tutti sotto la sua protezione, sotto il suo aiuto e sotto la sua salvaguardia in questo secolo e nel futuro, glorificando in ogni tempo e luogo il suo Figlio unigenito unitamente al Padre e allo Spirito santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.
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