Introduzione al Penticostarion
Il Penticostarion (Πεντηκοστάριον) comprende il periodo liturgico che va dal giorno di Pasqua fino all’ottava della Pentecoste. È caratterizzato da tre feste principali: Pasqua, Ascensione e Pentecoste ed è tutto pervaso da un ininterrotto cantico alla resurrezione di Cristo, salvezza del mondo. In particolare, il tema dei giorni che seguono la Pasqua è l’umanità che, con la resurrezione di Cristo, vincitore sul peccato e sulla morte, si è rinnovata riacquistando il diritto alla vita e alla gloria (Διακαινήσιμος Εβδομάς).
Nella prima domenica dopo Pasqua (Κυριακή του Θωμά) “domenica di Tommaso”, il tema liturgico è l’apparizione del Cristo risorto all’apostolo Tommaso, il quale crede, pentendosi della sua incredulità, e testimonia Cristo Dio: “Mio Signore e mio Dio”.
Nella seconda domenica dopo Pasqua (Κυριακή των Μυροφόρων) “domenica delle Mirofore”, ammiriamo l’Angelo, bianco vestito, che, seduto accanto al sepolcro, annunzia alle pie donne che Gesù Nazareno, il crocifisso, è risorto.
Nella terza domenica (Κυριακή του Παραλύτου) “domenica del Paralitico”, il Salvatore che ha sconfitto la morte, fa dono al paralitico della sua grande misericordia.
Quindi, a metà del tempo pasquale si pone il “Mercoledì di Mezza Pentecoste” (Μεσοπεντηκοστή), che ci avvia a concludere la festa di Pasqua e ci introduce tematicamente alle altre due grandi feste dall’Ascensione e di Pentecoste. Tutto questo ciclo del Penticostarion si incentra idealmente nel XXV giorno delle feste, in cui si commemora l’episodio di Gesù che, “nel mezzo delle feste” pasquali, stando in mezzo al Tempio, dichiarò di essere la fonte della luce (Giovanni 8, 14-30), completandoci il quadro cristologico, per cui nell’Evangelo annunziamo Cristo “Luce da Luce”, cioè tutto il divino che si è manifestato a noi.
Nella quarta (Κυριακή της Σαμαρείτιδος) “domenica della Samaritana”, Colui che è risorto dai morti e che siede sopra i Cherubini, porge dell’acqua viva ad una peccatrice, dissetandola ed ottenendole il Regno supremo per tutta l’eternità.
Nella quinta (Κυριακή του Τυφλού) “domenica del cieco”, il Salvatore ottiene, sempre per la sua grande misericordia, la guarigione al cieco nato.
Nel giovedì che segue, ecco che viene celebrata la seconda grande festa: “l’Ascesa al Cielo del Cristo” (Η Ανάληψις του Χριστού), il quale prima di lasciarci promette: “Vado e ritorno a voi, e con voi sarò fino alla consumazione dei secoli”.
Segue la domenica dei santi Padri che celebrarono il primo concilio di Nicea (Κυριακή των Αγίων Πατέρων) i quali proclamarono che Gesù, Figlio e Logos di Dio, è coessenziale al Padre: “Dio vero da Dio vero”.
Nel sabato che precede la Pentecoste (Το Ψυχοσάββατον) “sabato delle anime”, la Chiesa commemora i defunti.
Giunti quindi alla “domenica di Pentecoste” (Η Αγία Πεντηκοστή), celebriamo l’azione santificatrice, compiuta in questo giorno dal Santo Spirito, l’inizio dell’annunzio Evangelico da parte dei dodici, cioè della Chiesa che continuerà, attraverso i suoi apostoli, i suoi martiri, i suoi confessori, i suoi ministri e fedeli, l’opera del Maestro nel mondo.
Il Santo Spirito, personaggio principale del Mistero della Pentecoste, è poi ancora solennemente commemorato nel giorno seguente, “lunedì del Santo Spirito” (Δευτέρα του Αγίου Πνεύματος); nel martedì lo si ricorda nella pienezza del Mistero di Dio, cioè insieme al Padre e al Figlio: si commemora la Tuttasanta Triade (Τρίτη της Αγίας Τριάδος).
Il ciclo si chiude con la domenica dopo Pentecoste (Κυριακή των Αγίων Πάντων), detta “di tutti i Santi”, i quali per avere seguito in terra l’Evangelo, la Buona Notizia annunziata da Cristo, cantano nei cieli la salvezza in Cristo conseguita sulla terra, e divenuti Teofori nella pienezza della Deificazione, in cielo e sulla terra e sottoterra continuano ad annunziare Cristo quali portatori di Dio.