L’inizio della salvezza
Sermone di san Giovanni di Kronstadt
in occasione dell’Annunciazione della Santissima Theotokos
Annunciazione, Scuola di Mosca, 1500 ca
Il mistero che emerge da questo giorno ispira timore non solo alla mente umana, ma stupisce anche menti del tutto angeliche, eccelse. Anche loro sono stupite di come Dio, che è senza inizio – che è incomprensibile, inavvicinabile – come ha potuto abbassarsi alla condizione di servo e diventare un uomo, senza cessare di essere Dio – e senza in alcun modo diminuire la sua gloria divina.
Come ha potuto la Vergine contenere dentro il suo purissimo grembo il fuoco incontenibile della Divinità e rimanere illesa – e, in tutti i secoli a venire, essere la Madre di Dio incarnato?
Così grande, così meraviglioso, pieno di tale Divina Provvidenza, è questo mistero dell’Annunciazione alla Santissima Vergine dell’Arcangelo [Gabriele] – e l’incarnazione del Figlio di Dio, da lei!
Gioite, voi che siete nati sulla terra, gioite, in particolare, voi anime cristiane fedeli –, ma gioite con trepidazione di fronte alla grandezza di questo mistero, essendo circondati dalla sporcizia del peccato.
Con cuore e labbra puri, magnificate la Madre di Dio, che è la più magnificata ed esaltata al di sopra di tutte le creature, angeli e uomini; che è magnificata da Dio stesso, il Creatore di tutto – e ricordate che il mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio, e del suo farsi uomo, è stato compiuto per la nostra salvezza dal peccato, dalla maledizione che è stata giustamente pronunciata su di noi da Dio, in principio, a causa dei nostri peccati e dalla morte temporale ed eterna.
Con pace e gioia, ricevete il Signore, che viene a noi al fine di stabilire sulla terra, nei nostri cuori e nelle anime nostre, il regno dei cieli, il regno di giustizia, pace e gioia nel Santo Spirito[1] – e giungete ad odiare ciò che è divinamente detestato, impurità, incontinenza, l’orgoglio, la durezza di cuore, la mancanza di misericordia, l’amore di sé, la soddisfazione de[i bisogni del]la carne, e ogni iniquità.
Cristo è disceso sulla terra, al fine di elevare noi fino al cielo[2]. Essendo inchiodati a terra dalle passioni della vita, facciamo, dunque, inclinare la testa verso il cielo, dove è che il Signore Gesù Cristo vuole elevare tutti, e solleviamo gli occhi del nostro cuore.
Sollevate il cuore! Troppo a lungo abbiamo strisciato lungo la terra, come vermi, nei nostri pensieri e nei nostri cuori. È vero che noi siamo vermi insignificanti, secondo i nostri peccati, anche se le nostre anime sono state create a immagine di Dio, che abbiamo sfigurate coi nostri peccati, e che dobbiamo sempre ripristinare la penitenza sincera mentre ancora viviamo.
Se è necessario che questa immagine di Dio, risplenda come il sole dentro di noi come ha fatto all’inizio, quando soltanto Adamo ed Eva erano stati creati! È per questo scopo che ci è stata data vita, è per questo motivo che la nostra vita continua, che siamo stati uniti alla Chiesa di Dio e partecipiamo ai suoi servizi divini, ai misteri ed ai digiuni.
Ecco: come splende l’immagine della sempre Vergine Madre di Dio! Eppure, anche Ella è umana… Che cosa l’ha esaltata a tali incomparabili altezze? Che cosa l’ha resa così gloriosa e così grande – più alta dei cherubini e più gloriosa dei Serafini?
Sono state le tre virtù supreme: l’umiltà, la purezza e un amore ardente per Dio – un amore che è estraneo a ciò che è terreno, a ciò che è esteriore, l’amore.
Lei stessa confessa che il Signore ha guardato l’umiltà della sua serva[3].
Fallo anche tu, o cristiano, comincia ad amare, e ad impiantare nel profondo del tuo cuore quell’umiltà che è divinamente gradita; acquisisci anche una purezza di cuore, seppure il compimento delle fatiche duri tutta la tua vita, fa questo [mediante] il digiuno, la preghiera, la meditazione su Dio, le lacrime, e soprattutto una comunione frequente e degna ai santi misteri di Cristo.
Comincia, anche, ad amare Dio, tuo Creatore e tuo Salvatore, con tutto il cuore, e non anteporre nulla che è nel mondo al suo santo amore.
Medita sempre su di lui e sui suoi prodigi; vivi Lui e respira Lui; nutri la tua anima con Lui; rivesti te stesso di Lui, purifica te stesso, illumina te stesso, santifica te stesso, stabilisci te stesso, adorna te stesso, loda te stesso, consola te stesso, attraverso Lui. Per mezzo di Lui vinci le tentazioni e gli inganni dei nemici, visibili e invisibili.
Qualsiasi cosa fai, fa tutto con il pensiero di Lui, e per amor suo. Dovunque dovessi essere ovunque sii con lui, che è sempre con noi, ed è ovunque, e riempie tutte le cose[4].
Se giungi ad amare il Signore in tale modo, allora anche in te sarà magnificato il Signore – e il Signore ti magnificherà, come la santa Chiesa dice a suo nome: chi mi glorifica, anche io lo glorificherò[5].
Impara, o cristiano, a odiare, umiliare, annientare ogni peccato che è in te – e il Signore della gloria sarà magnificato in te, e tu sarai grande davanti a Dio e agli uomini; comincia ad amare l’umiltà – e il Signore ti esalterà. Amìn.
Da: Solntse Pravdy: O zhizni i uchenii Gospoda nashego Iisusa Khrista [Il Sole di giustizia: Sulla vita e l’insegnamento di Nostro Signore Gesù Cristo], del protopresbitero Ioann (Sergiev) di Kronstadt.
Tradotto per © Tradizione Cristiana da E. M. marzo 2010
[1] Romani 4, 17.
[2] Akathistos alla Madre di Dio, kontakion 8.
[3] Luca 1, 48
[4] Tropario al Santo Spirito.
[5] “Lettera di Tarasio, patriarca di Costantinopoli, ad Adriano papa di Roma”. Kormchaya [Kniga (al timone)], parte 1, capitolo 36, edizione 1787.