Circoncisione secondo carne

del nostro Signore, Dio e Salvatore Gesù Cristo

 

 

 

Otto giorni dopo la nascita del Salvatore, i suoi genitori lo fecero circoncidere (Luca 2:,21), conformemente all’ordine dato da Dio ad Abramo quando gli promise che avrebbe stabilito un’alleanza eterna con lui e tutta la sua discendenza: «Ecco la Mia alleanza che sarà osservata tra Me e voi: cioè la tua progenie dopo di te (…) tutti i vostri maschi, di generazione in generazione, quando avranno compiuto otto giorni saranno circoncisi» (Genesi 17, 10-12).

Colui che, per amore degli uomini, ha accettato di prendere la natura umana che Egli ha creato, ha spinto la (propria) compassione fino ad assumerla nel suo stato decaduto e corrotto. Col taglio di questo pezzetto di pelle morta, simbolo della mortalità degli uomini peccatori, Egli, il Puro, il Senza peccato, accettava di ricevere il segno della riconciliazione che come Dio e Autore della Legge aveva Egli stesso istituita. Sin dal suo arrivo sulla terra, Egli si sottomette umilmente al precetto della Legge, mostrando così che le oscure immagini trovano il loro compimento in Lui. Quelle poche gocce di sangue che Egli versò in quel giorno erano il preludio del Sangue che avrebbe presto versato sulla Croce per lavare i peccati del mondo e liberarci della nostra condanna; è per questo che, con la circoncisione del Signore, noi commemoriamo invero il mistero completo della nostra Redenzione.

Oggi, con la circoncisione del Secondo Adamo, cessa la circoncisione carnale della vecchia Alleanza e, col suo sangue, viene inaugurata la Nuova e vera Alleanza, contrassegnata da una circoncisione spirituale. Il Battesimo Cristiano costituisce questa vera circoncisione spirituale, il segno d’appartenenza al popolo nuovo, non più col taglio di un pezzo di carne morta, ma con l’affrancamento dalla stessa morte mediante la comunione alla morte e Resurrezione vivificanti del Signore. Per questo motivo San Paolo e gli Apostoli si sono opposti energicamente a coloro che volevano costringere i convertiti venuti dal paganesimo a farsi circoncidere (cfr. Atti 15, 5-30; 1 Corinzi 7, 18-19; Galati 5, 2-6 e 6, 15). «È in Lui (il Cristo), dice, che siete stati circoncisi con una circoncisione che non viene da mano d’uomo (…) è questa la circoncisione del Cristo: sepolti con Lui nel Battesimo, ne siete anche resuscitati con lui, perché avete creduto nella forza di Dio che Lo ha risuscitato dai morti» (Colossesi 2, 11-12).

In Cristo Gesù infatti, né circoncisione né incirconcisione, ma solo la fede operante attraverso la carità (Galati 5, 6). Con la Sua circoncisione, mettendo fine al precetto della Vecchia Alleanza, Cristo ci ha chiamati dunque alla circoncisione del cuore, al rinnovamento spirituale, che già Egli aveva annunciato attraverso i Suoi profeti (Geremia 4, 4, Romani 2, 25-29).

Pure in forma di profezia Dio aveva ordinato ad Abramo di praticare la circoncisione della carne appena compiuti i primi sette giorni di vita del bambino, simbolo dello svolgimento del tempo (cfr. la settimana della creazione, Genesi 1). L’ottavo giorno rappresentava dunque il passaggio al di là del tempo di questo mondo di morte alla vita eterna, che ci è stato aperto con la Resurrezione del Signore l’«ottavo» giorno della settimana, che è anche il primo ed unico giorno della vita senza fine e senza cambiamento[1]. Essendo circonciso l’ottavo giorno dopo la Sua nascita, il Cristo ci annunciava la Sua Resurrezione e la nostra liberazione finale.

Come era nell’uso, in quel giorno, Gli diedero anche il nome che l’Angelo di Dio aveva indicato a Giuseppe (Matteo 1, 21; Luca 1, 31): GESÙ, che significa Salvatore. Con il solo nome veniva così rivelata la Sua missione sulla terra, ciò perché Dio eterno e Creatore si è fatto uomo. Il nome di GESÙ riassume ed esprime tutto il mistero della nostra Salvezza; più di una parola convenzionale, esso manifesta misteriosamente la Persona stessa del Salvatore, in tutta la sua potenza trionfante. «Così Dio Lo ha esaltato e Gli è stato dato il Nome che è al di sopra di ogni nome, per il quale tutto nel nome di Gesù, s’inginocchia, nel più alto dei cieli, sulla terra e nell’inferno, e che ogni lingua proclama di Gesù-Cristo che Egli è SIGNORE a gloria di Dio Padre» (Filippesi 2, 9-11). Come dimostrato da innumerevoli esempi nelle Sante Scritture (cfr. Atti 3, 6; 4, 7; 10, 30; 10, 43; 16, 18; 19, 13 etc.) e nelle vite dei Santi, è col nome di Gesù invocato con fede che si compiono i miracoli, che i demoni e le forze della morte sono messi in fuga, come bruciati dal fuoco della Sua divinità, conformemente alla Sua promessa: «E tutto ciò che chiederete in Nome Mio Io lo farò…» (Giovanni 14, 13).

Per questo i Cristiani Ortodossi, testimoni di questo Nome che procura la Vita (Giovanni 20, 31), hanno il dovere di fare tutto nel nome di Gesù: «Qualsiasi cosa voi possiate dire o fare, che sia sempre nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di Lui grazie al Padre» (Galati 3, 17). Ripetendo senza posa, in ogni circostanza e ad ogni respiro la santa preghiera: «Signore Gesù-Cristo, abbi pietà di me peccatore!» sarà la Persona stessa di Nostro Signore che abiterà i nostri pensieri, che ispirerà la nostra condotta, che purificherà le nostre passioni e che, trovando poco a poco dimora stabile nel nostro cuore, farà allora risplendere in noi la Luce divina del Suo Volto.

La commemorazione della Circoncisione, l’ottavo giorno dopo la Natività, è dunque anche la festa del Nome Santo di Gesù e della preghiera che ci procura la Grazia del Suo Santo Spirito[2].

Traduzione dal francese del prof. G. M.

dicembre 2010 © Tradizione Cristiana.


 

 

[1] Secondo l’interpretazione dei Santi Padri, la domenica cristiana è insieme l’ottavo e il primo giorno della settimana: ottavo come superamento del tempo e primo come ingresso nell’eternità che non conosce l’alternarsi del dì e della notte né il susseguirsi dei giorni. Questi due simbolismi sono ampiamente sviluppati nell’Ufficio della Domenica del Rinnovamento (o di Tommaso), una settimana dopo Pasqua, cosa che spiega perché il ciclo degli inni della Resurrezione si sviluppa secondo gli otto toni della musica bizantina (Ottoeco).

[2] Sebbene la Circoncisione sia una festa del Signore, il canone liturgico di questo giorno dà la precedenza alla celebrazione di San Basilio.

 

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